…sono d’accordo con te…
giusto tutelare i contenuti. Quando parliamo di contenuti, però…
se invece i post da tutelare sono relativi alle condizioni meteo o su come sturare un cesso…beh… non credo ci siamo molto da tutelare…
Queste sono, a mio avviso, le regole che dovrebbe darsi chi fa dei siti che “aggregano” post o articoli.
E’ buona norma chiedere il permesso, specificando come verrà fatta l’aggregazione (Esempio: intendo prendere i primi 100 caratteri del post, il primo paragrafo, prenderò o meno le foto, etc.)
Se la url dell’articolo aggregato torna 404 l’articolo va cancellato entro 12 ore
Ammesso linkare la form dei commenti, se presente, nella pagina originale. Perchè il mio articolo dovrebbe poter essere commentato da un’altra parte ?
Il titolare della fonte “aggregata” dovrebbe avere associato un account di amministrazione sull’aggregatore: in questo modo potrà in totale autonomia operare sui suoi post: esempio cancellarne uno che non vuole che sia aggregato.
Chi invece produce contenuti, che siano testate online o blogger, dovrebbe esporre in una pagina se o meno intende essere aggregato e con che modalità:
Esempio “Il contenuto di questo sito può essere riprodotto in un “aggregatore” usando il feed rss ma prendendo solo il titolo”, oppure “Il contenuto di questo sito non può essere riprodotto in aggregatori”, etc.
Occorrerebbe poi usare correttamente il file robots.txt.
L’aggregatore legge il robots.txt e si comporta di conseguenza, così come fanno (o dovrebbero fare) i bot dei motori di ricerca.
Chi detiene il sito se non vuole essere aggregato dall’aggregatore “X” basta che scriva nel robots.txt “Disallow” seguito dallo User Agent dell’aggregatore, oppure il pattern delle url che non vuole siano aggregate.
La soluzione a tutto questo potrebbe essere quella di usare uno standard con il quale possano essere specificate le modalità di aggregazione, in questo modo si eviterebbero sicuramente malintesi e si darebbe un servizio migliore.
Si potrebbero estendere i feed ( atom / rss ) con un namespace ad hoc nel quale verrebbero specificate le informazioni di aggregazione, globali ma anche per singolo post.
Probabilmente la via più rapida affinchè tale proposta possa diventare uno standard è quella che venga definita e implementata in una piattaforma di blogging molto diffusa.
Stai leggendo “ le regole per un aggregatore e la necessità di uno standard ”, un post di Fabrizio Zellini
…sono d’accordo con te…
giusto tutelare i contenuti. Quando parliamo di contenuti, però…
se invece i post da tutelare sono relativi alle condizioni meteo o su come sturare un cesso…beh… non credo ci siamo molto da tutelare…
Non ho parlato di tutela.
Sul mio blog mi piace scrivere un po di tutto, incluso come sturare cessi o programmare dei post che fanno previsioni meteo, mi siedo e scrivo o programmo quello che mi passa per la testa.
In quello che scrivo non ho uno stile e non ne voglio avere.
Se qualcuno ritiene che un mio post sia interessante che mi linki o mi citi o ne riporti una parte, mi fa piacere.
Ma che qualcuno per riempire uno spazio prenda in modo automatico tutto quello che scrivo quello si, mi da fastidio.
Pensando a questo ho scritto questo post il cui scopo è quello di creare una discussione costruttiva sull’argomento.
Il concetto che volevo esprimere è che andrebbe creato uno standard per gli aggregatori, in modo che sia chi scrive a decidere se vada o meno aggregato, non un programma….
Beh Fab, lo “standard” dovrebbe essere rispettare le licenze di utilizzo che i vari siti possono applicare ai loro contenuti. In mancanza di una licenza esplicita bisognerebbe capire cosa è legale fare. Prendere i primi 100 caratteri ad es. potrebbe rientrare nel “diritto di citazione”: http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_corta_citazione
In ogni caso non la si può mettere sul piano “morale” e di netiquette, ma servono (anzi serve usarle…) licenze di utilizzo chiare e con un meccanismo di autodiscovery dai parte dei bot.
Veniamo ai singoli punti:
1. Questa è una questione di PR ma dal punto di vista legale creado sia irrelevante, serve solo a tranquillizzare gli autori viste le enormi incomprensioni in questa materia.
2. Qui non sono d’accordo. Posto che si abbia il diritto di “citare” la notizia originale, non si ha assolutamente il dovere di cancellare il contenuto che ormai è circolato.
3. Anche qui non sono d’accordo. E’ naturale che community diverse discutano (attraverso i commenti) nella loro “sede” naturale. E’ ovvio che possano prendere spunto da un estratto di notizia preso da una fonte esterna.
4. Se l’aggregatore ha diritto di riprendere estratti di articoli non vedo perché l’autore originale debba avere il diritto di rimuoverli.
Insomma tutte le mie obiezioni sono basate sul principio: non è un discorso di educazione, ma un discorso legale.
PS se posti un altro “Meteo” ti tolgo dall’aggregatore.
Riguardo la citazione riporto, da Wikipedia:
“Una citazione è – in senso stretto – una frase che viene riportata da una persona diversa dall’autore”
Si parla di una citazione quindi se chi riporta la notizia è una “persona diversa dall’autore” , non un programma.
Se l’operazione viene fatta in modo automatico si può ancora parlare di citazione ? Attenzione che potrebbe decadere anche il diritto di corta citazione che menzioni.
Se chi si va ad “aggregare” quindi e non citare posta un articolo sbagliato o diffamante o per qualche motivo suo lo vuole cancellare perchè se lo dovrebbe vedere riproposto in eterno da un aggregatore ?
Google stessa rimuove dal suo indice i contenuti ( e i siti ) che non sono più raggiungibili.
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