come sturare un cesso

Visto che sulla rete si trovano informazioni frammentate e poco chiare sull’argomento ho deciso di fare questo post sull’argomento per chiarire le acque :D ..
Potremmo anche dire in modo più elegante “si è ostruito il water”, ma l’espressione “si è tappato il cesso” rende sicuramente più l’idea sulla gravità del problema.
Se non si ha la fortuna di avere più bagni in casa il problema è serio e va risolto al più presto.
Approcciamo il problema scientificamente.
Si tratta di un problema idraulico, il “liquido” non esce e ristagna in quanto il condotto di deflusso delle acque nere si è ostruito a causa di un miscuglio di materiale non ben identificato…
Come fare quindi a ristabilire il corretto funzionamento dell’ indispensabile sedile ?
Ci sono due metodi principali, quello meccanico e quello chimico: con il primo si rischia di sporcarsi le mani, con il secondo un po meno ma bisogna fare attenzione.
Il metodo meccanico è quello che più si presta a varianti “creative”, non sempre efficaci però.
Aspetto numerosi commenti sull’argomento, comunque, principalmente, questo metodo prevede l’uso della “ventosa sturacessi”, un indispensabile accessorio da tenere (pulito) sempre nel mobiletto sotto il lavandino.
Essa è costituita appunto da una ventosa in gomma accoppiata a un bastone di legno della lunghezza di un mezzo manico di scopa.
Prima del suo utilizzo occorre verificare che l’accoppiamento ventosa/manico sia consistente in quanto un eventuale distacco non potrebbe far altro che peggiorare il problema.
La ventosa può essere fatta lavorare a secco oppure in umido, io preferisco in umido in quanto quelle poche volte che l’ho usata a secco non ha mai funzionato.
Si immerge la ventosa nel liquido facendo in modo che vada ad aderire al meglio alla bocca del vaso, a questo punto con due mani tramite il bastone gli si imprime un energico movimento alto/basso.
Se siamo fortunati le sostanze che hanno provocato il blocco si muoveranno o si sfalderanno e l’acqua defluirà correttamente.
Bisogna insistere e non darsi per vinti. Provare per almeno 10 minuti.
Se non si ha successo si può passare al cosiddetto metodo del “fil di ferro”, che consiste nell’utilizzo di una serpentina di acciaio che viene introdotta nel vaso facendola roteare.
Il concetto è che essa, incontrando il blocco, vi penetri e lo scompatti.
In vendita in ferramenta è anch’essa un indispensabile accessorio che non dovrebbe mai mancare in casa.
Se non si ha a disposizione tale attrezzatura l’unica soluzione è mettere un guanto e cercare di risolvere la situazione con un po di fantasia, magari usando uno straccio a mo di ventosa.
Per completezza c’è da dire che in commercio esistono anche degli arnesi ad aria compressa (4 bar), non oso pensare agli schizzi che possono provocare se non correttamente usati :D

Veniamo al metodo chimico, che consiste nell’utilizzare degli acidi più o meno diluiti.
Si va in ferramenta e si compra un liquido per stappare lavandini o cessi, io preferisco le versioni “per uso professionale” (praticamente acido solforico al 75% ) .
Si usa attenendosi scrupolosamente alle istruzioni riportate.
Non è un gioco, sono concentrazioni molto alte che al contatto con la pelle provocano gravi ustioni.
Quindi se passate al metodo chimico, compratevi occhiali, guanti e mascherina e ricordate di aprire tutte le finestre prima di versare lentamente l’acido nel vaso, a distanza di sicurezza, cioè non ci state sopra quando lo versate perchè l’acido a contatto con le sostanze presenti nel vaso sprigiona gas tossico.
Ripeto quindi che non è uno scherzo ed occorre attenersi sempre a quanto scritto nella confezione del liquido sturacessi !

Io preferisco il metodo meccanico, più sporco ma sicuramente meno pericoloso.

Se tutto fallisce e non abbiamo intenzione di chiamare l’idraulico allora occorre smontare il vaso o cesso che dir si voglia e analizzare meglio il “problema”… ma se siete in grado di farlo probabilmente non vi serve questa guida :D

Finisco con un disclaimer:
questa è solo una piccola guida basata sull’esperienza dell’autore in merito all’argomento trattato che non può ritenersi responsabile di eventuali danni provocati nel seguirla: nel dubbio consultare sempre un professionista del settore…

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